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Infortunio del preposto: la società paga anche se il datore è assolto

Cassazione: la società risponde civilmente per i danni causati dal preposto anche se il legale rappresentante viene assolto nel procedimento penale.

Infortunio del preposto: la società paga anche se il datore è assolto
Foto Jorge Franganillo / Wikimedia Commons, CC BY 2.0
In breve
  • Cassazione Penale, Sez.IV, sentenza n.29350 del 3 agosto 2026
  • Applicato l'art.2049 c.c. sulla responsabilità oggettiva del datore per il fatto illecito del preposto
  • L'assoluzione del legale rappresentante non esclude la responsabilità civile dell'azienda
  • Decisivo il nesso di occasionalità necessaria tra mansioni del preposto e infortunio

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n.29350 del 3 agosto 2026 ha confermato che un'azienda può essere condannata a risarcire i danni di un infortunio sul lavoro anche quando il suo legale rappresentante viene assolto nel processo penale. La pronuncia riguarda un caso di lesioni personali colpose causate da un preposto e ha ricadute dirette su come le imprese devono gestire le deleghe di funzioni e la vigilanza sulle attività operative.

Il caso e la norma applicata

Nel procedimento, un preposto era stato condannato in primo grado per lesioni personali colpose a un lavoratore rimasto infortunato mentre riposizionava un cavo elettrico su un palo. In appello il reato era stato dichiarato estinto per prescrizione, ma la condanna al risarcimento del danno in favore della parte civile era stata confermata, in solido tra il preposto e la società, quale responsabile civile. La società, il cui legale rappresentante era stato assolto, ha impugnato la decisione sostenendo una contraddizione tra l'assoluzione del vertice aziendale e la propria condanna civile.

La Cassazione ha respinto il ricorso richiamando l'art.2049 del codice civile che prevede che i padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui sono adibiti, norma che identifica una forma di responsabilità sostanzialmente oggettiva.

Perché conta per le imprese

Secondo la Corte, chi si avvale dell'attività altrui e ne trae vantaggio deve sopportare anche il rischio dei danni provocati nell'esercizio di quella attività, in base al principio per cui chi trae i vantaggi ne deve sopportare anche gli svantaggi. Elemento decisivo è il cosiddetto nesso di occasionalità necessaria: le mansioni affidate devono aver reso possibile o agevolato l'illecito. Nel caso esaminato, il preposto aveva impartito l'ordine di lavoro ma aveva omesso la vigilanza, consentendo l'uso non corretto delle attrezzature.

Per i datori di lavoro e i consulenti che seguono la sicurezza aziendale, la sentenza ribadisce che l'esistenza di una delega di funzioni o l'assoluzione del vertice non esclude automaticamente la responsabilità civile dell'ente per i fatti dei preposti, se sussiste il collegamento tra mansione e infortunio. Resta quindi centrale la formazione e il controllo effettivo dell'operato di chi riveste ruoli di preposizione, anche di fatto, sui lavoratori.

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Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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