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Sicurezza sul lavoro

Rischio chimico in azienda: come scegliere tra protezioni collettive e DPI

INAIL richiama la gerarchia delle misure del D.Lgs. 81/2008 tra ventilazione, aspirazione localizzata e DPI, con le novità del Regolamento Macchine UE.

In breve
  • Le nuove istruzioni dei fabbricanti dovranno essere più dettagliate su emissioni e sistemi di captazione

Per le aziende che gestiscono sostanze chimiche pericolose, il Testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008) stabilisce un ordine preciso nella scelta delle misure di prevenzione: prima le protezioni collettive, poi quelle individuali. Il tema è stato al centro di un intervento di Maria Rosaria Fizzano e Giovanna Ricupero, della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell'INAIL, nell'ambito del convegno "REACH-OSH_2026 – La sicurezza chimica nei luoghi di lavoro", organizzato a Bologna da Regione Emilia-Romagna, INAIL e Azienda USL di Modena in occasione di Ambiente Lavoro 2026. L'argomento riguarda direttamente le imprese con laboratori, verniciature, lavorazioni con solventi o altre sostanze pericolose, dove la scelta tra impianti fissi e dispositivi indossabili incide su costi, organizzazione e conformità normativa.

La gerarchia tra collettivo e individuale

Il Testo unico, il decreto legislativo 81, in più punti, già nei primi articoli che riguardano le misure di prevenzione e protezione generali, ma poi più nel dettaglio nel titolo IX, indica una priorità di intervento e quindi predilige sostanzialmente le misure di protezione collettive a quelle individuali. Tra i sistemi di protezione collettiva, la ventilazione generale è sempre obbligatoria e può essere forzata oppure naturale, agendo con ricambi d'aria che diluiscono la concentrazione degli inquinanti, con un'efficacia in genere contenuta negli ambienti industriali grandi. Diverso il discorso per l'aspirazione localizzata, che crea un flusso d'aria capace di captare gli inquinanti alla fonte, riducendone considerevolmente la presenza, attraverso sistemi come cappe, cabine di verniciatura e armadi aspirati.

Manutenzione e nuove regole sulle macchine

Un punto critico segnalato riguarda proprio la tenuta nel tempo degli impianti: il Testo unico indica l'obbligo di una regolare manutenzione, ma in pratica si fanno modifiche agli impianti che ne riducono l'efficacia senza che vengano eseguiti i dovuti controlli.

Sul fronte normativo, è in corso il passaggio dal D.Lgs. 17/2010, che aveva recepito la direttiva macchine 2006/42/CE, al Regolamento Macchine UE 2023/1230, che sarà definitivamente in vigore dal 2027, dopo un periodo transitorio. La novità principale riguarda le istruzioni che i fabbricanti dovranno fornire ai datori di lavoro: se la progettazione della macchina non ha consentito di eliminare l'emissione di sostanze pericolose, questo dovrà essere segnalato nelle istruzioni, con indicazioni sul tipo di captazione da utilizzare, sulla portata e sulla concentrazione delle possibili emissioni. L'obiettivo è mettere il datore di lavoro in condizione di progettare in modo più puntuale gli impianti di aspirazione a valle dell'acquisto della macchina.

Per le imprese, il tema resta rilevante in fase di valutazione dei rischi e di aggiornamento del DVR, soprattutto quando si introducono nuovi macchinari o si rivedono gli impianti esistenti.

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Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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