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Sicurezza sul lavoro

Rischio vibrazioni: perché i cofattori possono aggravare l'esposizione dei lavoratori

Le indicazioni operative su rischio vibrazioni ex D.Lgs. 81/08 evidenziano come posture, forze di presa e condizioni climatiche aggravino l'esposizione anche sotto i valori di azione.

In breve
  • I valori di azione delle vibrazioni non sono "livelli di sicurezza": vanno sempre valutate le condizioni espositive reali
  • Per il sistema mano-braccio contano forze di presa e spinta, postura e ergonomia del macchinario
  • Per il corpo intero pesano posture sedute prolungate, torsioni della colonna e movimentazione carichi in presenza di vibrazioni
  • Le procedure di acquisto, manutenzione e gestione dei macchinari vanno riviste nei quattro anni tra una valutazione e la successiva

La valutazione del rischio da vibrazioni meccaniche, obbligatoria per i datori di lavoro ai sensi del Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008, richiede di considerare non solo i valori numerici di esposizione ma anche una serie di cofattori che possono aggravare il rischio di lesioni per i lavoratori. È quanto emerge da un intervento tecnico basato sulle "Indicazioni operative per la prevenzione del rischio da Agenti Fisici" elaborate da Azienda USL Toscana Sud Est e Università di Siena, presentato in un convegno organizzato da Regione Emilia Romagna, INAIL e AUSL Modena durante la manifestazione Ambiente Lavoro a Bologna.

Il punto centrale riguarda i valori di azione: le attività lavorative svolte in presenza di vibrazioni, anche di valore inferiore a quello che fa scattare l'azione, non escludono rischi di lesioni o traumi, soprattutto in presenza di importanti cofattori di rischio come elevate forze di prensione o di spinta, sforzo muscolare, sovraccarico biomeccanico degli arti superiori o del rachide, basse temperature. Per questo motivo, i valori di azione non possono essere considerati livelli di sicurezza in senso assoluto.

Vibrazioni al sistema mano-braccio

Per gli utensili vibranti, un elemento chiave è la forza di presa o spinta esercitata dall'operatore: riducendola si riduce anche l'energia meccanica assorbita dal sistema mano-braccio, con un beneficio che non è misurabile con la sola accelerazione ponderata in frequenza. Tra le soluzioni pratiche indicate figurano l'uso di superfici di appoggio per guidare pezzi pesanti sulle molatrici a colonna, tendicatena e manipolatori per sostenere il peso di perforatrici e avvitatori, e modifiche alla struttura delle superfici di presa degli utensili.

Vibrazioni al corpo intero

Per chi opera su macchinari mobili o mezzi di trasporto, i cofattori da considerare includono posizioni sedute prolungate in posture scorrette, torsioni frequenti della colonna vertebrale, movimentazione di carichi in presenza di vibrazioni e condizioni climatiche sfavorevoli, situazioni frequenti nel personale viaggiante e nelle lavorazioni a bordo di imbarcazioni.

Ricadute operative

Le indicazioni sottolineano che gli elementi critici relativi a progettazione e assetto della postazione di lavoro vanno tenuti sotto controllo tramite idonee procedure di acquisto, manutenzione e gestione dei macchinari nei quattro anni che intercorrono tra una valutazione del rischio e la successiva, un riferimento utile per RSPP e datori di lavoro nella pianificazione degli interventi di prevenzione.

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Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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