Martedì 22 settembre 2026In collaborazione con Team Sicurezza

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Sicurezza sul lavoro

Pressione dei colleghi e sicurezza: come il gruppo influenza i comportamenti a rischio

L'influenza dei colleghi può favorire o compromettere il rispetto delle procedure: un contributo utile per chi gestisce la sicurezza in azienda.

In breve
  • La pressione dei pari può spingere verso comportamenti sicuri o verso scorciatoie rischiose
  • Le norme sociali informali possono prevalere sulle procedure ufficiali
  • Il ruolo dei supervisori è decisivo: ciò che tollerano comunica quanto le regole scritte
  • Rendere visibili i comportamenti sicuri e garantire sicurezza psicologica sono leve di prevenzione

La sicurezza sul lavoro non si esaurisce in procedure, formazione e dispositivi di protezione: tra ciò che un'organizzazione prescrive e ciò che i lavoratori fanno concretamente si inserisce l'influenza reciproca tra colleghi. È il tema affrontato in un contributo pubblicato su PuntoSicuro da Massimo Servadio, psicoterapeuta sistemico relazionale e psicologo del lavoro, dedicato al fenomeno della "peer pressure" nella gestione del rischio in azienda.

Il ragionamento riguarda datori di lavoro, RSPP, HR e formatori chiamati a costruire una cultura della sicurezza che non si limiti al controllo del singolo lavoratore, ma tenga conto delle dinamiche di gruppo.

Norme formali e norme sociali

Un lavoratore può conoscere perfettamente una procedura e la formazione ricevuta, ma scegliere comunque di comportarsi diversamente per aderire al comportamento e le procedure assunti dai colleghi. Il contributo distingue tra regole formali, contenute nelle procedure aziendali, nei regolamenti e nelle istruzioni operative, e norme sociali, che derivano invece da ciò che, all'interno di un gruppo, viene percepito come normale, appropriato o accettabile. Quando un lavoratore osserva sistematicamente colleghi esperti ignorare una procedura, tende progressivamente a modificare la propria percezione di ciò che è necessario fare.

Il fenomeno non ha una connotazione univoca: lo stesso meccanismo sociale che può favorire una violazione può essere utilizzato per promuovere comportamenti sicuri, ad esempio quando in un gruppo diventa normale fermarsi davanti a un pericolo o segnalare un near miss.

Il ruolo dei supervisori

Un punto centrale riguarda la coerenza tra ciò che viene detto e ciò che viene tollerato sul campo. Un supervisore non comunica la priorità attribuita alla sicurezza soltanto attraverso ciò che dice durante una riunione, ma anche attraverso ciò che tollera: se le violazioni vengono lasciate correre quando la produzione è in ritardo, il messaggio che arriva al gruppo risulta ambiguo.

Le leve di prevenzione indicate

Tra le indicazioni operative per trasformare la pressione dei pari in una risorsa di prevenzione, il contributo segnala l'importanza di rendere visibili i comportamenti sicuri, non soltanto attraverso campagne informative, ma valorizzando concretamente chi segnala un rischio, ferma un'attività pericolosa o aiuta un collega, insieme alla costruzione di condizioni di sicurezza psicologica che permettano ai lavoratori di esprimere dubbi senza temere conseguenze negative.

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Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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