Infortuni sul lavoro: come condurre l'analisi interna in tre fasi
Una guida pratica per RSPP e datori di lavoro su come analizzare infortuni e quasi infortuni per individuare le cause reali e prevenire recidive.
- L'obiettivo dell'analisi è individuare le cause, non i colpevoli
- Il metodo si articola in tre fasi: raccolta dati, ricerca delle cause, definizione delle misure
- Anche i near miss e i danni materiali vanno analizzati perché segnalano lacune nel sistema di sicurezza
- Utile coinvolgere superiori diretti, addetti alla sicurezza e lavoratori coinvolti
Quando in azienda si verifica un infortunio, un quasi infortunio o anche solo un danno materiale, il modo in cui viene condotta l'analisi interna fa la differenza tra un evento che si ripete e uno che diventa occasione di miglioramento. È il tema affrontato da un documento della Suva, l'Istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, che propone un metodo strutturato utile come riferimento anche per i sistemi di gestione della sicurezza applicati in Italia ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
Perché analizzare ogni evento
Il documento chiarisce che tutti gli eventi indesiderati, compresi i quasi infortuni e i danni materiali, forniscono indicazioni preziose sulle lacune nel sistema di sicurezza. Il punto centrale, sottolineato più volte, è che l'analisi non deve trasformarsi in una caccia al colpevole: lo scopo è identificare le cause per evitare che l'evento si ripeta e per dimostrare ai dipendenti che l'azienda prende sul serio la tutela della salute.
Chi coinvolgere e quando agire
Secondo le indicazioni, l'analisi va condotta dai superiori diretti con il supporto degli addetti alla sicurezza, coinvolgendo se possibile le persone coinvolte nell'evento, e va svolta possibilmente subito dopo l'accaduto e direttamente sul luogo. Tra i suggerimenti pratici: scattare foto, fare schizzi, raccogliere testimonianze con domande aperte e annotare per iscritto le dichiarazioni, evitando un clima di accusa.
Le tre fasi del metodo
Il processo si articola in tre passaggi. Nella prima fase si registrano le informazioni di base e si descrive l'evento riportando solo i fatti dimostrabili, base per la ricerca delle cause. Nella seconda fase si identificano sistematicamente le cause, spesso multiple, chiedendosi ripetutamente il "perché" per arrivare alle cause più profonde, senza attribuire l'accaduto in modo affrettato solo a comportamenti scorretti dei lavoratori ma dando priorità alla ricerca di eventuali lacune tecniche od organizzative. Nella terza fase si definiscono le misure, distinguendo tra misure immediate, misure definitive e interventi sul sistema di sicurezza aziendale, con un piano che indichi chi fa cosa e con quali tempi.
Il documento, pur riferendosi al contesto normativo elvetico, offre uno schema di lavoro trasferibile alle procedure interne di analisi degli infortuni richieste anche dai sistemi di gestione della sicurezza adottati dalle imprese italiane.
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