Martedì 22 settembre 2026In collaborazione con Team Sicurezza

Notizie, guide e scadenze per le imprese: sicurezza, formazione, privacy, fisco, incentivi.

Newsletter gratuita
Sicurezza sul lavoro

Smaltimento di fumo e calore nei magazzini: un caso studio con l'Appendice G UNI 9494-1

Un caso studio su un magazzino di 20.000 m² mostra come l'Appendice G della UNI 9494-1 riduca le superfici di smaltimento fumi rispetto alla soluzione conforme.

In breve
  • Analizzato un edificio logistico di 20.000 m², alto 10 metri, con carico d'incendio di 1.400 MJ/m²
  • La soluzione conforme al capitolo S.8 richiederebbe 800 m² di aperture, contro i 465 m² disponibili in copertura
  • Con l'Appendice G della UNI 9494-1 la superficie utile richiesta scende a 115 m², con 21 evacuatori naturali da 3x2,3 metri
  • Il caso distingue tra smaltimento (livello II, per i soccorritori) ed evacuazione di fumo e calore (livello III, per l'esodo)

Un caso studio pubblicato oggi sulla rivista Antincendio, a cura dell'ingegner Luca Marzola, managing director di Bovema Italia, affronta un problema ricorrente nella progettazione antincendio dei grandi edifici logistici: come dimensionare correttamente i sistemi di smaltimento di fumo e calore quando le aperture disponibili in copertura non bastano a soddisfare la soluzione conforme del Codice di prevenzione incendi. Il tema riguarda direttamente i responsabili di magazzini e piattaforme logistiche, oltre ai professionisti antincendio e agli RSPP chiamati a valutare la conformità degli impianti in fase di progetto o di adeguamento.

Il caso analizzato

L'edificio preso in esame ha una superficie di 20.000 m², un'altezza media di 10 metri, è dotato di impianto di rivelazione e allarme incendio e di impianto sprinkler, con un carico d'incendio dichiarato di 1.400 MJ/m². Un contesto tipico della logistica di grandi dimensioni, dove la sola superficie complessiva delle aperture disponibili non è sufficiente a garantire la conformità con i metodi standard.

Il punto di partenza è la distinzione, prevista dal capitolo S.8 del Codice di prevenzione incendi, tra due livelli di prestazione: lo smaltimento di fumo e calore di livello II, pensato per agevolare l'intervento delle squadre di soccorso senza garantire le condizioni di esodo degli occupanti, e l'evacuazione di fumo e calore di livello III, che richiede invece un vero e proprio Sistema di Evacuazione di Fumo e Calore (SEFC) conforme alla norma UNI 9494.

Applicando la soluzione conforme del capitolo S.8, nel caso studio servirebbero 800 m² di aperture di smaltimento, mentre quelle effettivamente disponibili in copertura raggiungono 465 m². Le baie di carico, spiega il caso, possono essere utilizzate per l'afflusso dell'aria ma non computate come uscite di fumo.

La soluzione alternativa con l'Appendice G

Per superare il vincolo, l'approfondimento applica l'Appendice G della UNI 9494-1, che consente di calibrare la soluzione sulle caratteristiche specifiche dell'edificio, sui sistemi di protezione presenti e sui tempi di intervento previsti, anziché su un dimensionamento standard. Con questo metodo, la superficie utile richiesta scende a 115 m², ottenibili con 21 evacuatori naturali di fumo e calore (ENFC) da 3x2,3 metri ciascuno.

Il caso studio, ricorda la fonte, sottolinea come nella soluzione secondo Appendice G contino non solo la superficie utile ma anche la certificazione dei componenti e la loro governabilità in fase di esercizio. L'articolo integrale è disponibile sulla rivista Antincendio, in edicola e in abbonamento cartaceo e digitale.

Chiedi al consulenteLa tua azienda è in regola con la sicurezza?

Valutazione dei rischi, DVR, sopralluoghi, antincendio, messa a terra e linee vita: un consulente ti ricontatta e ti dice cosa serve.

  • DVR e valutazione dei rischi
  • Antincendio ed estintori
  • Verifiche e adempimenti
Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

Leggi anche